La bolletta copre mesi in cui non abitavo lì: devo pagarla?
No. Una bolletta si paga in base ai mesi che copre, non in base a chi abita in casa il giorno in cui arriva nella cassetta della posta. Se sei entrato a gennaio e ti arriva una bolletta di novembre-dicembre, quei consumi non sono tuoi.
Sembra ovvio detto così. In pratica è il motivo numero uno di litigio tra coinquilini, perché la bolletta arriva con mesi di ritardo rispetto ai consumi, e nel frattempo in casa è cambiato qualcuno.
Dove sta scritto il periodo
Su ogni bolletta, di solito nella prima pagina vicino all'importo, c'è una riga tipo «periodo di riferimento», «periodo di fatturazione» o «consumi dal … al …». Sono quelle le date che contano.
La data di emissione e la data di scadenza non c'entrano niente con chi deve pagare: dicono solo quando l'hanno stampata e entro quando vogliono i soldi.
Le bollette di luce e gas coprono quasi sempre due mesi, a volte tre. Quelle dell'acqua e le rate del condominio anche sei. Più lungo è il periodo, più è probabile che dentro ci sia un pezzo di vita di qualcun altro.
Un esempio con i numeri
Casa con tre stanze. Marco è entrato il 1° gennaio, al posto di Giulia che se n'è andata a fine dicembre. A febbraio arriva la bolletta della luce: 180 €, periodo novembre – dicembre – gennaio.
| Mese | Quota del mese | Chi c'era | A testa |
|---|---|---|---|
| Novembre | 60 € | Anna, Luca, Giulia | 20 € |
| Dicembre | 60 € | Anna, Luca, Giulia | 20 € |
| Gennaio | 60 € | Anna, Luca, Marco | 20 € |
Quindi Marco paga 20 € — solo gennaio. Giulia ne deve 40, anche se non abita più lì. Anna e Luca 60 € ciascuno.
Se aveste diviso «180 diviso 3 uguale 60 a testa» tra chi c'è oggi, Marco avrebbe pagato 60 € per due mesi in cui non era nemmeno in città, e Giulia se la sarebbe cavata senza pagare niente.
«Ma Giulia se n'è andata e non risponde»
È il caso vero, ed è il motivo per cui questa regola va decisa prima, non quando la bolletta è già sul tavolo. Tre modi, in ordine di quanto funzionano:
- Il deposito alla partenza. Chi esce lascia una cifra concordata a copertura delle bollette non ancora arrivate, e si fa il conguaglio quando arrivano. È il sistema più pulito, ed è quello che usano i proprietari seri.
- La lettura dei contatori. Il giorno in cui uno se ne va si fotografano i contatori: la bolletta successiva si divide su quel numero invece che sui mesi. È più preciso, ma serve che qualcuno lo faccia davvero.
- La fiducia. Si scrive a Giulia, si manda il riepilogo, si spera. Funziona se il rapporto è buono e la cifra è piccola.
E se le bollette sono intestate al proprietario?
Cambia chi le riceve, non chi le deve. Il proprietario le anticipa e poi chiede a voi la vostra parte: la divisione resta quella dei mesi di competenza. In quel caso chiedi sempre copia della bolletta, non solo la cifra — senza il periodo di riferimento scritto non puoi verificare niente.
Un caso a parte è chi affitta a stanze e ne ha una sfitta: condominio e TARI sono spese dell'immobile e maturano lo stesso, ma la quota della stanza vuota non si scarica su chi resta — resta a chi la casa ce l'ha. Nessuno deve pagare di più perché una stanza non è stata affittata.
I tre errori che si fanno sempre
- Dividere per data di arrivo. È il più comune, ed è quello che fa pagare a chi è appena entrato i consumi di chi se n'è andato.
- Trattare il conguaglio come una bolletta normale. Il conguaglio è un ricalcolo di mesi vecchi: va spalmato su quei mesi lì, non sul mese in cui arriva.
- Non segnare chi ha pagato. Chi anticipa 180 € resta scoperto finché non gli tornano indietro. Se non è scritto da nessuna parte, dopo tre mesi non se lo ricorda più nessuno.
Farlo senza calcoli a mano
Il conto qui sopra è semplice: tre persone e una bolletta. Con quattro utenze, due cambi di coinquilino e un conguaglio diventa un foglio di calcolo che nessuno ha voglia di tenere aggiornato.
Inserisci la bolletta con il suo periodo di riferimento: la divide sui mesi giusti, tiene il conto di chi ha anticipato i soldi e di chi deve cosa a chi, anche quando qualcuno entra o esce a metà periodo. Gratis, senza pubblicità, dati in Europa.
Provalo — è gratisDomande veloci
Il contratto dice «spese divise in parti uguali»: vale lo stesso?
Quella clausola dice come si divide tra chi partecipa, non chi
partecipa. I mesi in cui non abitavi lì restano fuori.
Sono entrato il 15 del mese: pago mezzo mese?
È la soluzione più equa ed è la più usata. In alternativa si conta il mese intero a chi
c'è stato più giorni. L'importante è deciderlo prima e applicarlo sempre allo stesso
modo.
E se sulla bolletta il periodo non c'è?
C'è sempre, ma a volte è in seconda pagina o nel dettaglio dei consumi. Se proprio non
lo trovi, è nell'area clienti del fornitore insieme al PDF.